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lunedì, febbraio 09, 2009

Da una lettera di Suor Antonietta

Da una lettera di Suor Antonietta, 28 gennaio 2009

Carissima,
sono appena tornata dal Sud Africa dove siamo andate a comperare il materiale per procedere nei lavori ed ho trovato la tua email. In S.A. tutto costa di meno perche' loro sono dei grandi produttori ma e' molto piu' lontano del Botswana. Ti ringraziamo per il tuo impegno nella raccolta di fondi ed ora ti chiedo di cambiare gli euro in US dollars prima di spedirli perche' qui le banche' sono facilitate nel consegnarceli altrimenti se sono euro per loro è troppo laborioso e non ce li consegnano mai.
Ti mando di nuovo i dettagli del conto di Sr Luisa che questa volta sono per i dollari americani soltanto.

Sr Luisa Marchetti:
Bank: Stanbic Bank Zimbabwe
Branch: Chegutu
Account Number: 0222022164501
Swift Code: SBICZWHXAXXX

Appena li puoi mandare, inviali in Zimbabwe, perchè ci servono per vivere in casa, in quanto spendiamo tutto per la costruzione della scuola e in casa siamo quasi sempre alle strette.

Il colera? Mi sembrava la peste dei Promessi Sposi. Ora a Chegutu la situazione è migliorata di molto ma non finita. L'infezione si estende nel S.A. dove i nostri Zimbabwani vanno per fuggire la fame. Ho attraversato il ponte sul famigerato fiume Limpopo dove tanti che tentano l'avventura (entrare in Sud Africa senza passaporto) vengono attaccati dai coccodrilli e cosi' finisce il sogno di una vita migliore per se' e per le loro famiglie.
Mentre stavamo ritornando, ed eravamo già dalla parte dello Zimbabwe, abbiamo visto arrivare una dietro l'altra 5 corriere piene di persone piuttosto rumorose, ci siamo girati per capire che cosa succedeva. Ci hanno spiegato che erano i deportati, cioè persone trovate al di là del fiume senza passaporto e rimpatriate immediatamente...
Alcuni dal finestrino hanno parlato con Dominic ed hanno detto:
"Stanotte ritorniamo di là".
Sono giovani e coraggiosi ma verrà la notte quando il coccodrillo li tradirà. I morti in Sud Africa sono già 36 benché loro abbiano molti più mezzi per aggredire il germe. Anche da loro i casi sono stati migliaia. Il problema è che ci sono dei corsi d'acqua già infettati. Inoltre la stagione delle piogge contribuisce ad allargare l'infezione e finché non finisce la stagione non si può dire che tutto è finito.

Il colera

A causa dell'epidemia di colera e alla mancanza d'acqua nella comunità ci ha contattato l'UNICEF chiedendoci di fornire acqua alle zone limitrofe. Abbiamo chiaramente accettato ma abbiamo fatto presente che non abbiamo una pompa per l'acqua per cui l'UNICEF si è offerta di donarcene una. Ci doneranno anche le taniche necessarie al trasporto. L'acqua servirà sia per uso domestico che per la cura della malattia.

mercoledì, dicembre 24, 2008

L'epidemia di colera in Zimbabwe. Testimonianze di Suor Antonietta, Dominic e Medici senza Frontiere

Suor Antonietta, 20 Dicembre 2008

Carissimi benefattori,
eccoci al nostro appuntamento natalizio.
Penso che quest'anno le TV abbiano parlato abbondantemente anche in Italia dello Zimbabwe, per tante ragioni e, comunque, le notizie che vengono da chi ci vive personalmente sono forse più efficaci a descrivere la situazione.

Dopo il caos creato da un'inflazione mai vista prima nel mondo, che ci ha fatto girare per le strade con i bilioni, i trilioni e i quadrilioni in tasca e nelle borse, ora è scoppiato il colera e purtroppo ha fatto più di 700 vittime. Altre migliaia sono in pericolo per mancanze di medicine. Come sapete gli ospedali sono chiusi e la mancanza d'acqua depurata appesantisce la situazione.

Fortunatamente nella nostra scuola abbiamo acqua potabile in abbondanza perchè abbiamo potuto scavare più di un pozzo, ma in varie zone di Chegutu e di Harare c'è una forte siccità.

La mancanza di acqua in modo prolungato è un'esperienza difficile da sopportare e molti forse hanno bevuto acqua contaminata o mangiato cibi avariati. Muoiono in 20 o 30 alla volta.


Dominic, 24 Dicembre 2008

Il più grande problema qui è che non si trova acqua pulita. L'acqua nelle case non è trattata chimicamente perchè le persone non posso permetterselo e quello che si fa è scavare alla ricerca di altre fonti d'acqua. Quella che si trova in superficie però non è potabile e le persone si ammalano. In una stessa settimana sono morte a Chegutu un giorno 60 persone e un altro 37 perchè non potevano permettersi le medicine per il colera. Fortunatamente da allora i numeri sono diminuiti grazie all'aiuto di alcuni bianchi.

Qui da noi lavorano persone che hanno perso i loro parenti, un ragazzo ha perso il padre e un altro il nonno. La cosa più triste è che le persone muoiono poche ore dopo aver contratto la malattia e i corpi devono essere immediatamente seppelliti dopo la morte in quanto il colera è contagioso.

I corpi vengono avvolti in un primo foglio di plastica che viene chiuso alle estremità, poi in un secondo foglio e così portati subito al cimitero e seppelliti. E' davvero strano da vedere.



Medici Senza Frontiere, 19 Dicembre 2008


Una seconda epidemia di colera ha colpito Chegutu, una città situata a 100 km a ovest di Harare, dove più di 100 persone sono morte dopo il primo caso di colera, registrato lo scorso 24 novembre.

MSF è arrivata a Chegutu, una città di circa 55.000 abitanti, lo scorso 12 dicembre, quando è esplosa l’emergenza.

Lo spettacolo che MSF si è trovata davanti nel centro statale per il trattamento del colera (CTC), è stato raccapricciante. I casi registrati sono stati oltre 650 con almeno 74 morti.

I pazienti giacevano sul pavimento, alcuni accanto ai cadaveri, senza servizi igienico-sanitari a disposizione, senza cibo né acqua.


“Regnava il caos assoluto”, spiega Luis Maria Tello, coordinatore del Pool di emergenza di MSF. “Non c’erano letti e i pazienti giacevano ovunque. Le persone morivano di sete perché non c'era acqua a disposizione”.

La rimozione dei cadaveri è stata una delle priorità fissate dal pool.
Nell’arco di un giorno, MSF è riuscita ad effettuare la disinfezione del luogo e la rimozione di tutti i cadaveri. L’equipe di MSF ha fornito oltre 150 letti specifici per i malati di colera, circa 3.500 litri di Ringer lattato, utilizzati per il trattamento di questa malattia, e 6 tende.

Harare e dintorni

Il numero di casi seguiti da MSF ad Harare sta diminuendo. La settimana dell '8 dicembre, MSF ha curato 742 pazienti mentre in quella precedente ha trattato ben 1.143 casi. È in netto calo anche il numero di casi registrati a Gweru. A Epworth e a Chitungwiza, tuttavia, il numero di pazienti è in lieve aumento.